
Alla SOI si guarda negli occhi
Dal 23 al 26 maggio il 10° congresso nazionale a Milano. Il 24 maggio un corso sull’ipovisione
Il decimo congresso nazionale della Società Oftalmologica Italiana si è svolto dal 23 al 26 maggio a Milano. Migliaia di oculisti e altri specialisti del mondo dell’oftalmologia hanno scelto di partecipare a un evento ricco di relazioni, corsi e sessioni.
La prima giornata del Congresso SOI si è aperta con una full immersion interamente dedicata alla retina. Si è partiti con una sessione dedicata alle Terapie endovitreali per poi passare alla Chirurgia delle patologie vitreali. “Quella intravitreale – scrive la Società Oftalmologica Italiana – è una delle più importanti innovazioni terapeutiche utilizzate a livello mondiale per patologie che possono causare la cecità legale, come quelle neovascolari, infiammatorie, edematose, degenerative e tumorali, sia nell’adulto che nel bambino”. Si è deciso di lavorare, tra l’altro, sulla cornea e sulla superficie oculare, si è trattato di neuroftalmologia, genetica oftalmologica, glaucoma, chirurgia refrattiva e della cataratta, orbita e retina chirurgica (per un totale di 28 eventi formativi). Anche quest’anno si è tenuto un corso dedicato sull’ipovisione, a cui hanno partecipato oltre cento persone. La sessione dedicata è stata diretta dal Prof. F. Cruciani dell’Università Sapienza di Roma e del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva (istruttori F. M. Amore, S. Fortini, S. Paliotta, M. Petrianni, P. Piscopo, V. Silvestri). Ha preso parte all’evento l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus.
Sito di riferimento: SOI
Pagina pubblicata il 17 maggio 2012.
Ultimo aggiornamento: 28 maggio.


La plasticità del cervello consente di stimolare la corteccia cerebrale visiva, che si riorganizza di conseguenza, tendenzialmente migliorando le prestazioni. Utilizzando uno strumento chiamato microperimetro si possono individuare in modo preciso le aree della retina ancora attive e quindi stimolarle con un allenamento visivo basato su stimoli luminosi: grazie al biofeedback strutturato (un software del microperimetro stesso) la riabilitazione consente all’ipovedente di migliorare le sue capacità. È come se si facesse fare ‘ginnastica’ alle cellule nervose retiniche: da un lato si mantengono in allentamento e si ‘potenziano’, mentre dall’altro si impara a vedere sfruttando al meglio il proprio residuo visivo. Migliorare la vista consente, quindi, di incrementare la qualità della vita. 
I corpi estranei che penetrano nel bulbo oculare sono stati affrontati in una mini-sessione specifica, così come anche gli aspetti medico-legali della traumatologia d’interesse militare e al trauma oculare contusivo. Si sono trattati, inoltre, i traumi oftalmici pediatrici. In occasione del congresso specialistico, intitolato “Le urgenze in traumatologia”, sono stati consegnati il premio Giuseppe de’ Gennaro 2011 e sono stati proclamati i vincitori del videoconcorso sui traumi oculari. L’evento – realizzato in collaborazione con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus – è stato patrocinato, tra gli altri, da Roma Capitale e dalla Società Oftalmologica Italiana. Nota
occasione per accrescere questi aspetti è stata data dall’evento organizzato da Albinismo.eu a Roma, in collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Si è inteso così fornire non solo uno spazio ai professionisti del settore medico, ma anche a insegnanti, educatori, associazioni, genitori e figli. L’albinismo è un’anomalia genetica che si presenta con difetto di pigmentazione e può interessare cute, capelli ed occhi (albinismo oculo-cutaneo) oppure limitarsi principalmente a questi ultimi (albinismo oculare, leggi anche 