Disabilità visiva, diritti e agevolazioni: facciamo chiarezza

In Italia circa un milione di persone ha una certificazione di disabilità visiva, ma la normativa che disciplina diritti e benefici è complessa e frammentata. Franco Lepore, presidente dell’Agenzia Iura, ci guida in un approfondimento su pensioni, lavoro, trasporti, fiscalità e inclusione. 

Franco Lepore, presidente dell’Agenzia Iura fa chiarezza su agevolazioni, trattamenti economici e strumenti a disposizione delle persone con disabilità visiva. Un’intervista che aiuta a orientarsi nella complessità normativa, ma che richiama anche alla responsabilità collettiva di costruire una cultura più inclusiva.

Disabilità visiva: una condizione numericamente limitata ma rilevante

“La disabilità visiva è una condizione estremamente specifica, anche perché, da un punto di vista numerico, riguarda un numero di persone – cieche o ipovedenti – nettamente inferiore rispetto, ad esempio, a chi presenta disabilità motorie o intellettive. In generale, quindi, le persone con disabilità visiva sono meno numerose rispetto ad altre forme di disabilità. In ogni caso, in Italia, a circa un milione di persone è stata certificata una disabilità visiva”.

La normativa sulla disabilità visiva è complessa e difficile da districare

“La normativa che riguarda la disabilità visiva è molto farraginosa, soprattutto in riferimento all’accesso a trattamenti pensionistici, agevolazioni, benefici. È quindi fondamentale fornire linee guida e informazioni chiare per garantire a chi ne ha diritto e alle loro famiglie una piena consapevolezza dei propri diritti”.


L’importanza di una classificazione oggettiva per la disabilità visiva

“Le persone con disabilità visiva vengono classificate secondo la legge n. 138 del 2001, che si basa su due parametri: il residuo visivo e il campo visivo.

È necessaria una legge specifica poiché alla disabilità visiva sono associati benefici, agevolazioni e trattamenti pensionistici; per questo è fondamentale disporre di una classificazione oggettiva e univoca che escluda interpretazioni soggettive.

La legge definisce diverse forme di disabilità visiva: cecità totale, cecità parziale, ipovisione grave, media e lieve. Ognuna può dare accesso a benefici proporzionati al grado di disabilità”.

Trattamenti pensionistici 

“Chi ha una disabilità visiva può accedere a specifici trattamenti. In caso di cecità totale, si ha diritto all’indennità di accompagnamento o alla pensione per ciechi totali. Con cecità parziale, si può accedere all’indennità speciale o alla pensione per ciechi parziali”.

È importante distinguere tra indennità e pensioni:

  • Le indennità (accompagnamento e speciale) sono concesse esclusivamente in base alla disabilità visiva accertata, senza limiti di reddito.
  • Le pensioni, invece, dipendono anche dal reddito. Per ottenerle, servono due requisiti:
    • Il riconoscimento della condizione di cecità totale o parziale.
    • Un reddito inferiore ai limiti stabiliti annualmente dallo Stato, in base all’inflazione e ad altri parametri.

I trattamenti pensionistici non sono privilegi, ma compensazioni economiche

I trattamenti economici destinati alle persone con disabilità visiva non devono essere considerati privilegi, ma forme di compensazione per le maggiori difficoltà che affrontano nella vita quotidiana. Chi è cieco o ipovedente sostiene spese più elevate per cercare di mantenere un buon livello di autonomia”.

Il lavoro delle persone con disabilità visiva e le potenzialità residue

“Per le persone con disabilità il lavoro non è solo una fonte di reddito, ma è soprattutto uno strumento di autonomia, consapevolezza, crescita dell’autostima e integrazione nella vita sociale e relazionale

Esistono agevolazioni per favorire l’inserimento lavorativo. Nonostante le difficoltà, le persone con disabilità visiva hanno capacità residue valorizzabili da datori di lavoro pubblici e privati. Le nuove tecnologie permettono oggi di svolgere mansioni prima impensabili, come ruoli amministrativi o di responsabilità, grazie a strumenti come i lettori di schermo.

Restano però difficoltà, spesso dovute alla scarsa conoscenza delle potenzialità e degli strumenti da parte dei datori di lavoro. Per questo sono state introdotte leggi speciali, il collocamento mirato e le quote di riserva per facilitarne l’assunzione”.

Autonomia è anche accessibilità, non solo agevolazioni

“Il tema dei trasporti è centrale per l’autonomia delle persone con disabilità visiva, che non potendo guidare, fanno ampio uso dei mezzi pubblici. In questo ambito esistono diverse agevolazioni tariffarie: per i viaggi in treno sono previsti sconti per chi viaggia da solo e, in alcuni casi, la gratuità per l’accompagnatore. A livello regionale, anche autobus e metropolitane possono offrire sconti o viaggi gratuiti.

Tuttavia, le agevolazioni economiche da sole non bastano. Per garantire davvero autonomia, è fondamentale che le infrastrutture e i mezzi di trasporto siano pienamente accessibili. Senza un’effettiva accessibilità, gli sconti rischiano di restare inutilizzabili. Su questo aspetto, c’è ancora molta strada da fare”.

Agevolazioni fiscali: opportunità utili da conoscere e aggiornare

“Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità visiva sono in continua evoluzione. Per questo è fondamentale informarsi regolarmente, soprattutto in occasione della dichiarazione dei redditi. Esistono varie spese che possono essere dedotte o detratte, oltre a benefici per l’acquisto di beni e servizi. Ad esempio, per l’acquisto di un veicolo è prevista l’IVA agevolata al 4% e una detrazione del 19%, da applicare in un’unica soluzione o in quattro anni. Anche i presidi ottici e altri ausili visivi, come lettori di schermo e lenti speciali, possono usufruire di agevolazioni fiscali o essere forniti gratuitamente se compresi nel nomenclatore tariffario.Inoltre, i sussidi tecnologici e informatici, fondamentali per l’autonomia delle persone cieche e ipovedenti, godono delle stesse agevolazioni, ma è necessaria una prescrizione medica che certifichi il collegamento funzionale tra il sussidio e la disabilità visiva. Le detrazioni valgono infatti solo per dispositivi con tecnologie assistive o funzionalità specifiche per la disabilità visiva”.

Disability Card: una tessera per accedere a numerosi vantaggi

“La Disability Card è uno strumento recente che permette di usufruire di agevolazioni e sconti tramite convenzioni con enti pubblici e privati a livello nazionale, regionale e locale. Con questa tessera si può accedere a riduzioni per musei, teatri, siti archeologici, impianti sportivi e ora anche per l’acquisto di biglietti ferroviari. Dotata di QR code, la Disability Card consente di verificare in tempo reale il diritto alle agevolazioni, sostituendo il tradizionale certificato di invalidità cartaceo e semplificando l’accesso ai benefici”.

Promuovere una cultura vera dell’inclusione

“L’inclusione delle persone con disabilità visiva non è ancora pienamente realizzata, spesso per la mancanza di conoscenza e comprensione della disabilità stessa. Oltre a rimuovere le barriere architettoniche e introdurre agevolazioni, è fondamentale diffondere una cultura inclusiva basata sul rispetto e la consapevolezza che le persone con disabilità visiva sono parte integrante della società, con gli stessi diritti di tutti. È importante concentrarsi non su ciò che le persone con disabilità visiva non possono fare, ma sulle loro capacità e potenzialità.

Il ruolo principale spetta alle Istituzioni, che devono coinvolgere attivamente le associazioni di persone con disabilità nei processi di consultazione e progettazione delle politiche inclusive, come previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Chi meglio di chi vive la disabilità può contribuire a migliorare le politiche per la loro inclusione?”.

Il Polo Nazionale Ipovisione pubblica gli International Vision Rehabilitation Standards

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Il documento fissa gli standard internazionali per l’erogazione delle cure e la formazione degli operatori sanitari della riabilitazione visiva: il frutto di una collaborazione con l’OMS  iniziata nel 2013. 

L’obiettivo dell’intero processo è stato quello di fornire ai Governi nazionali una guida per istituire servizi di riabilitazione della vista di qualità al cui interno operano le diverse figure professionali adeguatamente formate, in modo da colmare una lacuna globale e porre le esigenze della persona al centro del percorso di riabilitazione visiva.

Gli Standard sono pensati a livello globale, quindi, differenziati sia in base al setting socio-economico del singolo Paese, che all’età della persona (soggetto adulto vs soggetto in età evolutiva). 

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1. La riabilitazione visiva

La riabilitazione visiva deve essere considerata parte integrante del percorso di cura oculistica. Anche quando si esauriscono le opzioni farmacologiche e chirurgiche e la malattia (acuta o cronica) comporta una compromissione visiva a volte molto severa, il percorso riabilitativo permette alla persona ipovedente di riconquistare spazi di autonomia e libertà e nel caso del bambino di raggiungere uno sviluppo il più armonico possibile 

2. IL METODO DEL POLO NAZIONALE IPOVISIONE

Alla base ci sono 2 equipes multidisciplinari con competenze specifiche che garantiscono la presa in carico del soggetto adulto e del bambino in età evolutiva e costruiscono percorsi riabilitativi del tutto personalizzati.

Gli strumenti di questo percorso sono il supporto psicologico, l’addestramento ad utilizzare in maniera funzionale il residuo visivo, l’impiego di “ausili visivi” informatici, elettronici,  ottici quali i programmi per la scrittura e la lettura vocale, gli ingrandimenti, le opzioni digitali di accessibilità, i videoingranditori, le lenti etc, e il ricorso a tecniche di riabilitazione neurovisiva innovative.

Il supporto psicologico alla persona e ai caregivers è, in particolare, il punto di partenza: è finalizzato a favorire il processo di adattamento alla nuova condizione, aiutando la persona a superare lo stato di sofferenza che la malattia impone per affrontare e completare il percorso di riabilitazione visiva. 

3. La riabilitazione visiva pediatrica

I progressi medici garantiscono la sopravvivenza anche in neonati molto prematuri, ma questo traguardo a volte si accompagna allo sviluppo di disabilità, tra cui quella visiva. La condizione di ipovisione nei neonati e nei bambini incide sullo sviluppo globale, pertanto gli interventi di abilitazione/riabilitazione sono tanto più efficaci quanto più tempestivamente avviati.   

2. Il metodo del Polo Nazionale Ipovisione

Alla base ci sono 2 equipes multidisciplinari con competenze specifiche che garantiscono la presa in carico del soggetto adulto e del bambino in età evolutiva e costruiscono percorsi riabilitativi del tutto personalizzati.

Gli strumenti di questo percorso sono il supporto psicologico, l’addestramento ad utilizzare in maniera funzionale il residuo visivo, l’impiego di “ausili visivi” informatici, elettronici,  ottici quali i programmi per la scrittura e la lettura vocale, gli ingrandimenti, le opzioni digitali di accessibilità, i videoingranditori, le lenti etc, e il ricorso a tecniche di riabilitazione neurovisiva innovative.

Il supporto psicologico alla persona e ai caregivers è, in particolare, il punto di partenza: è finalizzato a favorire il processo di adattamento alla nuova condizione, aiutando la persona a superare lo stato di sofferenza che la malattia impone per affrontare e completare il percorso di riabilitazione visiva. 

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4. La situazione in Italia

Il Polo Nazionale Ipovisione, ospitato all’interno della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma, è uno dei pochissimi centri specializzati nella riabilitazione visiva in Italia che può contare su un’equipe completa. Sono urgenti investimenti nella formazione di personale specialistico per dare al grande bisogno di assistenza sul territorio italiano una risposta che, al momento, è gravemente deficitaria. 

Il Polo Nazionale Ipovisione e l’Agenzia per la Prevenzione delle Cecità (IAPB – Italia Onlus) sono, perciò, fortemente impegnati in ambito di assistenza, ricerca e formazione da un lato e sul fronte dell’informazione sanitaria e di pubblica utilità dall’altro, al fine di sensibilizzare sanitari, cittadini e istituzioni sul bisogno di assistenza, prevenzione, cura e riabilitazione visiva per migliorare il benessere individuale